La Pinsa Romana


La Pinsa Romana nasce grazie alla ricerca e allo studio svolti una ventina di anni fa

dall’imprenditore romano Corrado Di Marco. Studiando e ricercando le fonti storiche, alla

ricerca di un nuovo e distintivo prodotto da lanciare nel mercato dell’arte bianca, Di Marco lesse di una antica focaccia di farro cotta su pietra che i contadini romani offrivano ai viandanti condendola con verdure e garrum.


La differenza principale tra la pizza e la Pinsa romana sta nel mix di farine che Di Marco ha

studiato insieme a tecnologi, studiosi e pizzaioli di fama per aggiornare e rendere più attuale ai nostri gusti quella antica focaccia romana. 


La pinsa romana per questo motivo è un

marchio registrato e si può fare solo col mix di farine del mulino Di Marco.


La Pinsa Romana deriva dall'arte panificatoria infatti può essere classificata come una pizza in pala con la differenza che le dimensioni standard sono 23x33 cm con panetto di peso ca 260gr. 


Può essere proposta anche in altri formati o più piccoli monoporzione oppure più

grandi “al metro”.

Il mix contiene farina 00, farina di riso, farina di soia e pasta madre essiccata. 

Non contiene additivi o miglioratori e non è classificato come semilavorato. Ne esistono due tipi: sacco giallo, identifichiamola con neutra e sacco verde chiamata anche “+ fibra” poiché all’interno c’è un’aggiunta di crusca di frumento integrale.


L’impasto dell Pinsa romana si prepara con una percentuale di idratazione pari o superiore all'80% e una maturazione in vasca di minimo 48 ore e un appretto che può variare dalle 8 ore a ta fino a 24 ore a tc. La forza del mix comunque permette agevolmente di andare anche oltre le 120 ore senza perdere particolari condizioni organolettiche. 


Come ha suggerito un cliente una volta: “è fatta come il nostro corpo visto che anche l’essere umano è composto per l’80% di acqua!” parallelismo mai fu più azzeccato!

La sua caratteristica principale è nella sua forma rettangoloide che le permette di ricevere una cottura omogenea in tutta la sua superficie acquistando croccantezza sulla crosta e sofficità nella mollica.


La cottura della Pinsa romana si svolge in due tempi: una prima fase è la scottatura della base. In questa fase si inforna il prodotto steso con un filo d'olio di semi per far gelatinizzare l'amido e "fermare" la base. 


Dopo la cottura la base viene messa a scaricare umidità su di una griglia finché non si raffredda. Una volta pronte le basi possono essere abbattute o usate fresche fino a 3gg dalla scottatura.

Nella fase del servizio le Pinse vengono condite e finite di cuocere. Questo doppio processo, oltre che garantire un prodotto al consumo di elevato gusto e piacere per il cliente, permette un servizio più agevole e meno stressante per il pinsaiolo.


L’impasto per Pinsa è anche adattabile ad altri scopi come la realizzazione di calzoni, panini, panzerotti fritti, pizze fritte e altre prelibatezze, tutto sta all’inventiva del pinsaiolo.